I bambini preparano biscotti e dolciumi (tra questi, delle focaccine allo zafferano e all'uvetta chiamate lussekatter[11]) a partire dal 12 dicembre. Ad Artemide, come a santa Lucia, erano sacre la quaglia e l'isola di Ortigia - anche chiamata Delo in onore della dea della caccia. Alla fine del percorso la processione si ferma nella piazza principale del paese, dove la bambina scende dalle spalle dell'uomo che la trasportava, si inchina dinanzi al popolo, i buoi vengono sciolti, i giudei si disperdono, e nel paese hanno inizio i festeggiamenti che si concludono con la processione di un simulacro argenteo di Lucia risalente al 1666. Santa Lucia viene festeggiata anche in altre nazioni, tra cui Argentina, Austria, Brasile (Quiririm), Croazia (specialmente in Dalmazia ed in Istria dove continuano a vivere le usanze della Repubblica di Venezia) , Danimarca, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Saint Lucia, Spagna (Tolosa), Svezia, Norvegia, Malta (Santa Lucija Gozo). Il corteo religioso si conclude nel quartiere Borgata S. Lucia, con l'arrivo del Simulacro e delle Reliquie intorno alle 22. Tale iscrizione è stata trovata su una sepoltura del pavimento, incisa su una lapide quadrata di marmo, misurante cm 24x22 e avente uno spessore di cm 3, tagliata irregolarmente. Ogni anno il 13 Dicembre, nei pressi della Chiesa di Santa Lucia e lungo tutto il prospiciente Pian dei Mantellini, si sviluppa la "fiera di Santa Lucia" dove, oltre a frutta secca e dolciumi (croccante, "addormentasuocere", Brigidini di Lamporecchio, zucchero filato), è possibile acquistare addobbi natalizi, oggettistica prodotta dalle associazioni di volontariato cittadine, e soprattutto le campane di ceramica, prodotte in varie dimensioni dagli artigiani della città, dipinte appunto coi colori delle Contrade. La permanenza delle spoglie fu accolta da una incredibile folla di siracusani e da gente accorsa da ogni parte della Sicilia. Al momento di portarla via, l’esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riescono a smuoverla. A Catania, il 5 febbraio dell'anno 301, dies natalis di sant'Agata, Lucia si assopì durante la preghiera e vide in sogno la santa catanese circondata da schiere angeliche dirle: "Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Ogni anno viene eletta la Lucia di Svezia che raggiungerà la città siciliana di Siracusa per partecipare alla processione dell'ottava, in cui il simulacro di santa Lucia viene ricondotto in Duomo. Dimostrò sulla pubblica piazza, di fronte alla sorpresa del popolo, che 1000 uomini e 50 paia di buoi non vincono la colombella sfavillante dello Spirito Santo. Poi, nel 1867, prelevate dalla teca, vennero poste dal vescovo di Metz in un statua di cera rappresentante una giovane ragazza, riccamente vestita e con una ferita al collo inferta da un pugnale. Presso l'urna che accoglie le sacre spoglie della santa in San Geremia a Venezia, vengono quotidianamente portati ex voto e grazie ricevute che attestano la munificenza di santa Lucia nel dispensare grazie. Una seconda e parallela tradizione, che risale a Sigeberto di Gembloux († 1112), racconta che le spoglie della santa furono portate a Metz in Francia, dove tuttora sono venerate dai francesi in un altare di una cappella della chiesa di Saint-Vincent. Secondo Salvatore Greco[7] Santa Lucia, nelle tre cantiche, diventa il simbolo della "grazia illuminante", per la sua adesione al Vangelo sino al sacrificio di sé, dunque "via", strumento per la salvezza eterna di ogni uomo, oltre che del Dante personaggio e uomo. In paese la festa si protrae per tre giorni con spettacoli pirotecnici, canti folcloristici e sfilate nei tipici costumi abruzzesi. Il simulacro di santa Lucia è un'opera di con una struttura di legno, tela, colla e gesso. Lucia se li strappa per darglieli, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono ancora più belli di prima, dicendo di essere promessa già ad uno Sposo. Dante, raggiunta la pienezza della sua ascesa, associa questa volta significativamente E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”. Fu martirizzata il 13 dicembre del 304. Allo scopo di ringraziare la santa le famiglie sono solite lasciare del cibo; solitamente delle arance, dei biscotti, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso e del fieno, oppure farina gialla e sale o fieno, per l'asino che trasporta i doni. Già allora venditori ambulanti, attrezzati con ceste, gerle o banchetti, proponevano a devoti e passanti incisioni, preghiere e ritratti di santi. la figura di S. Lucia a quella della Madre di Maria, S. Anna, collocandola di fronte ad Adamo, il capostipite del genere umano. Le origini della manifestazione si fanno risalire alla fine del XVI secolo, quando a seguito della donazione di una reliquia di Santa Lucia da parte di Papa Gregorio XIII alla Diocesi di Bologna, sul sagrato della chiesa dedicata alla santa (fondata dai Padri Gesuiti in via Castiglione), iniziarono a fiorire attività legate al commercio di icone religiose, in periodi prossimi alle funzioni dedicate alla Santa Patrona del luogo. La bambina ha una grossa corda legata alla vita e questa corda viene tirata da altri figuranti, vestiti da soldati romani, tradizionalmente chiamati "Giudei"; infine all'altro capo della corda sono legati due buoi. E ce ne sarà ancora bisogno perché, si sa, sarebbe molto imprudente pensare che tutta questa storia sia già finita. Santa Lucia, proteggi i miei occhi e conserva la mia fede. La tradizione italiana di questa pietra nasce a Siracusa, in sicilia. Le 18 stole sono impreziosite dai tanti ex voto dal 1630 e da una croce pettorale in oro massiccio impreziosita da smeraldi, rubini e diamanti di fine Ottocento. Ma il ragazzo, quando si sente rifiutato, la denuncia come cristiana per farla morire. «Sulla porta lessi questo cartello: locanda Santa Lucia.Santa Lucia era una bella ragazza di Siracusa. Così, infatti, l'hanno esaltata, promuovendone la devozione, papa Gregorio I, Giovanni Damasceno, Aldelmo di Malmesbury e tanti altri. Oltre alla tradizionale processione e festa del 13 dicembre, si tiene, in periodo estivo (la seconda domenica di agosto) una festa che rievoca il martirio della santa. Nella tradizione popolare il 13 dicembre, giorno dedicato al culto di Santa Lucia, è considerato il giorno più corto dell'anno; da qui il detto: «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia». Fu infine messa in ginocchio e finita con la spada per decapitazione. Lucia di Siracusa, conosciuta come santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304), è stata una martire cristiana di inizio IV secolo durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano. TropeaeDintorni.it Si tramanda l'esistenza di un'antica Chiesa ubicata nella contrada Cubisia precedente al XVI secolo dedicata alla vergine e martire siracusana. Nel suo soggiorno siciliano, il Caravaggio fu incaricato di dipingere una tela d'altare realizzando così il Seppellimento di santa Lucia, attualmente locato presso la Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo a Siracusa. La notizia del ritrovamento del corpo arrivò la mattina del 13 dicembre, giorno della festa della martire, 36 giorni dopo il furto. Nella canonica attigua invece si può, dietro un'offerta in denaro, ricevere dai volontari membri della Compagnia laicale dei Santi Lucia e Niccolò (ivi avente sede) il tradizionale "panino benedetto", che viene in special modo portato ad anziani e ammalati impossibilitati a muoversi. Il suo corpo, il suo corpaccio, diventò di piombo premuto. Si spiegherebbe così anche perché la Santa regge due occhi su un piattino, a indicare cioè la luce, intesa in senso lato come la “luce della fede“. Compito della Lucia è compiere tre volte il giro del paese, accompagnata da tutti questi personaggi, e rimanere immobile di fronte alle tentazioni. La notte del 7 novembre 1981, due ladri introdottisi nella chiesa ruppero l'urna con le loro pistole e rubarono le spoglie, suscitando l'indignazione e l'apprensione di tutti i devoti. Si ritiene che il suono della "Campanina" sia da guida per i senesi, specialmente per i bambini, nel buio della notte che in molti ritengono la più lunga dell'anno, rifacendosi al proverbio "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia". Nella Chiesa sopra citata si svolgono a ciclo continuo le Sante Messe fin dal mattino (delle quali una è solennemente presieduta dall'Arcivescovo), e, negli intervalli tra di esse, le persone possono mettersi in coda per ricevere da alcuni Sacerdoti la benedizione degli occhi. Il fatto che Santa Lucia sia considerata la protettrice degli occhi deriva probabilmente da una tradizione popolare che fa derivare il suo nome da lux, cioè luce, e infatti non a caso prima della riforma del calendario gregoriano il 13 dicembre, giorno in cui si celebra la Santa, coincideva con il … In questa occasione nelle case palermitane si preparano i classici arancini, la cuccìa (grano con crema di latte o ricotta e cioccolato), le panelle, e le panelle dolci [9]. In seguito, a causa della costruzione della stazione ferroviaria, nel 1861 la chiesa venne demolita, mentre l'11 luglio 1860 il corpo era stato definitivamente trasferito nella vicina chiesa di San Geremia in cui attualmente riposa, seppur i siracusani ne rivendichino fortemente il possesso nella loro città. Minacciata allora di essere condotta in un postribolo, Lucia rispose: "Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente". È creatura celeste e umana; quando su invito di Maria scende dall'Empireo, per avvertire Beatrice dello smarrimento di Dante e del conseguente pericolo che incombe su di lui: «Questa [e cioè la "donna gentil", Maria] chiese Lucia in suo dimando e disse: Or ha bisogno il tuo fedele di te, ed io a te lo raccomando. Tutti i bambini conoscono la storia di Santa Lucia, e ve la racconterò in quanto è molto toccante e per i Cristiani la Santa rappresenta la protettrice delle malattie degli occhi.Lucia nacque a Siracusa nel 283 d.C in una famiglia ricca e nobile, ma all'età di 5 anni perse il padre e con la madre decise di dedicare la propria vita a Gesù, facendo voto di povertà e castità. Anche in questa occasione si distribuisce la cuccia e la gente usa non mangiare cibi a base di farina per tutta la giornata, sostituendoli con gli arancini e le panelle. Il primo simulacro di santa Lucia, risalente al 1440, venne sostituito con l'attuale scultura lignea voluta dal canonico Francesco Strano nel 1666. A ricoprire il Simulacro parecchi gioielli ed ex voto. Tutto pronto per la festa di Santa Lucia che ricorre nella notte fra il 12 e il 13 dicembre: secondo la leggenda, Santa Lucia percorre le strade della città insieme al suo asinello per distribuire doni ai bambini buoni carbone ai bambini cattivi.. L’Occhio di Santa Lucia vigila sul suo portatore ed è simbolo di conoscenza e saggezza, infatti la spirale simboleggia lo sviluppo e il movimento. 0963 61967 Il popolo vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte, e per la gran fame non aspettò di macinarlo ma lo consumò bollito. Spirò su un letto di fiamme.». E ancora, nel 2º regno oltremondano, il Purgatorio, santa Lucia è creatura umana, materna nel prendere Dante assopito, dopo un colloquio con illustri personaggi in una località amena (la "Valletta dei Principi"), ed a condurlo alla porta d'ingresso del Purgatorio: «Venne una donna e disse: I' son Lucia lasciatemi pigliar costui che dorme; sì l'agevolerò per la sua via». Ecco perché il giorno di Santa Lucia in Sicilia non si mangia né pane né pasta. Il freddo spaventava i bambini che non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio. È però attestato che a Brescia è festeggiata dal 1438, quando si portarono doni sul sagrato di San Pietro de Dom per celebrare la resistenza all'assedio del Piccinino. Il culto di santa Lucia inoltre presenta diverse affinità con il culto di Artemide, l'antica divinità greca venerata a Siracusa nell'isola di Ortigia. Il corpo fu ritrovato nella zona lagunare di Montiron, e quindi ricomposto in un'urna di cristallo antiproiettile[4]. La bambina rimase orfana di padre e quando aveva appena 5 anni, la madre si ammalò gravemente. La figura di santa Lucia, nel corso dei secoli, è stata fonte di ispirazione non soltanto sul piano strettamente religioso e teologico, ma anche artistico, e soprattutto letterario. La "spaccata" di ciascun carro è accompagnata dall'esibizione dei "cantanti" che lodano Lucia. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all’aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio. Lucia viene così condannata a morte. Cristiana, fedele, perfetta, riconoscente a suo marito di una viva gratitudine.». L’iconografia che presenta la Santa con gli occhi sulla coppa, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da lux, luce). La festa in onore della Patrona culmina nei tredici giorni precedenti il 13 dicembre con la "Tredicina" (una tradizione che vede i Fedeli alzarsi alle 5 del mattino per andare in chiesa a recitare una particolare preghiera e sentire la Messa dell'Aurora) e che vede l'apice massimo nei giorni 8, 12, 13 e 14 dicembre, prima con le Cantate dei Giovani Cantanti dei vari quartieri del paese e poi la tradizionale "Spaccata dei Carri" la notte del 12 dicembre, seguita dalla notte di Veglia e dall'uscita Trionfale del Simulacro e delle Reliquie della Santa intorno alle 11 del mattino del 13 dicembre, salutata dalle migliaia di fedeli. L'origine della devozione verso santa Lucia può essere ricondotta al fatto che una leggenda narra che la Santa si sia fermata a riposare sotto un ulivo durante il viaggio da Siracusa a Catania e alla data della fondazione della città. Lo spostamento della festa al periodo estivo, deciso fin dal 1794, fu una diretta conseguenza dell'estrema rigidità climatica della zona e delle oggettive difficoltà che s'incontravano nello svolgimento della processione lungo l'impervio viottolo, solitamente innevato e ghiacciato, che in meno di due chilometri congiungeva l'abitato di Rocca di Cambio con la chiesa di Santa Lucia. Arrivate a Venezia, le spoglie della santa furono trasferite nell'isola di San Giorgio Maggiore. Il mattino del 13 dicembre, al loro risveglio, i bimbi troveranno un piatto con le arance e i biscotti consumati, arricchito di caramelle e monete di cioccolato, oltre ai doni, talvolta nascosti in casa, che avevano richiesti e che sono dispensati totalmente o parzialmente, secondo il comportamento tenuto. Dal XV secolo in poi la devozione popolare invoca Santa Lucia come protettrice della vista e degli occhi, per questo viene raffigurata con gli occhi sul piatto e lo sguardo al cielo. Lucia fu cosparsa di olio, posta su legna e torturata col fuoco, ma le fiamme non la toccarono. In Italia l'occhio al centro di questa pietra richiama invece la tradizione di Santa Lucia che, nel cristianesimo, è la santa protrettrice degli occhi, degli oculisti, dei ciechi e in generale di tutti coloro che soffrono di problemi alla vista. Antecedentemente all'introduzione del calendario gregoriano (1582), la festa cadeva in prossimità del solstizio d'inverno (da qui il detto "santa Lucia il giorno più corto che ci sia"), ma non coincise più con l'adozione del nuovo calendario per una differenza di 10 giorni. Santa Lucia nel manoscritto trecentesco Bréviaire di Martino d'Aragona. Erano infatti in vigore i decreti della persecuzione dei cristiani emanati dall'imperatore Diocleziano. Allora Lucia ed Eutychia si recarono in pellegrinaggio al sepolcro di sant'Agata, catanese martire nel 251, pregandola di intercedere per la guarigione. Sito indipendente dal 1994 https://www.youtube.com/watch?v=j6Vdfem1jg8, SACERDOTE MORTO PER COVID NELLA LUCE DEL NATALE, SPOSARO CASSANDRA SI È SERENAMENTE SPENTA, IL CALABRESE MONS.